Tasse criptovalute 2026: aliquote, dichiarazione e stablecoin

Le tasse sulle criptovalute in Italia sono cambiate. Per la generalità delle plusvalenze e degli altri proventi fiscalmente rilevanti da cripto-attività realizzati a partire dal 1° gennaio 2026, l’imposta sostitutiva ordinaria è del 33%. Per determinati token di moneta elettronica denominati in euro qualificati dalla legge è invece prevista un’aliquota del 26%. La vecchia soglia di 2.000 euro è stata eliminata per le operazioni realizzate dal 2025. Sono regole da distinguere attentamente dalla dichiarazione presentata nel 2026 relativa ai redditi del 2025.

Aggiornamento: ottobre 2026. Contenuto informativo rivolto soprattutto a persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che investono fuori dall’esercizio di impresa. Tipologia dell’attività, momento del realizzo, costi fiscali e intermediario possono modificare il trattamento. Questa guida non sostituisce una consulenza tributaria.

Tasse crypto 2025 e 2026: confronto delle regole

Periodo in cui si realizza il redditoAliquota ordinaria di riferimentoVecchia soglia dei 2.000 euro
Fino al 31 dicembre 202426%, secondo le disposizioni allora vigentiPrevista nella disciplina precedente
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 202526%Eliminata dal 2025
Dal 1° gennaio 202633% sulla generalità delle cripto-attivitàNon si applica
Dal 2026: token di moneta elettronica denominati in euro che rispettano i requisiti normativi26% per i redditi rientranti nel regime specialeNon è una generale soglia di esenzione

La fonte primaria per il passaggio al 33% e per l’eliminazione della soglia è la ricostruzione della legge di bilancio pubblicata su FiscoOggi, rivista dell’Agenzia delle Entrate. L’eccezione relativa ai token di moneta elettronica in euro è stata introdotta dalla legge 199/2025, pubblicata su Normattiva.

Quanto si paga su 3.000 euro di guadagno da Bitcoin?

Immaginiamo di aver realizzato nel 2026 una plusvalenza fiscalmente determinata di 3.000 euro vendendo Bitcoin, senza minusvalenze applicabili o altre particolarità. La simulazione matematica con aliquota ordinaria del 33% porta a un’imposta di 990 euro e a 2.010 euro di guadagno dopo quella sola imposta. Sulla medesima base imponibile, usando la precedente aliquota del 26% valida ordinariamente per il 2025, il calcolo sarebbe di 780 euro: la differenza è 210 euro.

Questi numeri non sono una dichiarazione fiscale precompilata. La base imponibile deve essere calcolata secondo le regole di costo fiscale e realizzo, tenendo conto della documentazione disponibile e delle operazioni effettuate. L’aumento del controvalore di un portafoglio, senza un evento fiscalmente rilevante, non coincide automaticamente con un guadagno già tassabile.

Quando comprare, vendere o scambiare criptovalute può generare un reddito

  • Vendita contro euro o altre valute: una cessione può generare un risultato fiscale, positivo o negativo.
  • Utilizzo per pagare beni o servizi: anche l’impiego della cripto-attività può essere rilevante fiscalmente.
  • Permute tra token: la legge contempla la non rilevanza delle permute tra cripto-attività con eguali caratteristiche e funzioni; non tutte le conversioni sono automaticamente esenti.
  • Trasferimento dal proprio exchange al proprio wallet: il mero passaggio tra indirizzi controllati dallo stesso titolare, senza cessione, in genere non realizza di per sé una plusvalenza; occorre conservarne la prova.
  • Staking e altri proventi: vanno qualificati in base all’effettiva natura dell’operazione e alla disciplina vigente.

Uno scambio fra Bitcoin e una stablecoin non può essere dichiarato sempre esente solo perché entrambi vengono chiamati cripto-attività. Le caratteristiche economiche dei token, la concreta operazione e gli orientamenti applicabili sono fattori decisivi. Le transazioni frequenti o complesse meritano una verifica fiscale individuale.

Stablecoin in euro: cosa cambia nel 2026

L’eccezione al 26% non riguarda qualsiasi stablecoin. La disposizione fiscale fa riferimento ai token di moneta elettronica denominati in euro, definiti in collegamento al regolamento europeo MiCA, il cui valore è stabilmente ancorato all’euro e i cui fondi di riserva sono detenuti integralmente in attività denominate in euro presso soggetti autorizzati nell’Unione europea. Occorre verificare tutti i requisiti del prodotto.

La norma precisa inoltre che la mera conversione fra euro e token qualificati, o il rimborso in euro del valore nominale, non costituiscono in quanto tali un realizzo di plusvalenze o minusvalenze. Non è un’esenzione generalizzata per ogni operazione che coinvolga stablecoin o per token ancorati al dollaro.

Come ricostruire la plusvalenza da dichiarare

Chi ha acquistato criptovalute nel corso di diversi anni può possedere operazioni su più exchange, wallet privati, commissioni e trasferimenti. Per capire se sia sorto un reddito imponibile non basta sottrarre due saldi mostrati da un’app. Le regole di individuazione del costo fiscale, l’eventuale rideterminazione del valore secondo la legge e la prova documentale vanno verificate per l’anno di riferimento.

  • Esporta tutti gli acquisti, le vendite e gli scambi da ogni exchange utilizzato.
  • Salva cronologia on-chain, trasferimenti fra wallet e commissioni associate.
  • Separa le operazioni del 2025 da quelle del 2026: possono essere soggette ad aliquote differenti.
  • Verifica il costo fiscalmente riconosciuto e non usare automaticamente il prezzo medio visualizzato dalla piattaforma.
  • Controlla se una specifica stablecoin soddisfi realmente i requisiti del regime speciale.
  • Per staking, ricompense, derivati o operazioni articolate richiedi il supporto di un professionista.

Coinbase, Binance e Crypto.com: l’exchange cambia le tasse?

Il nome della piattaforma non determina da solo l’aliquota. Un risparmiatore fiscalmente residente in Italia deve considerare dove sono detenute le attività, se un intermediario applica correttamente gli obblighi fiscali italiani, quali redditi ha realizzato e quali adempimenti dichiarativi siano richiesti. Un report esportato da un exchange internazionale non è automaticamente sufficiente per compilare la dichiarazione italiana.

Quadro RT, monitoraggio e imposta sul valore delle cripto-attività

Il quadro RT è rilevante per le plusvalenze e gli altri proventi finanziari nei casi previsti. Il monitoraggio delle cripto-attività e gli eventuali adempimenti patrimoniali richiedono di verificare il modello dell’anno di riferimento, la custodia e l’intermediario utilizzato. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per Redditi 2026 distinguono espressamente il trattamento dei redditi realizzati entro il 2025 da quello applicabile dal 2026.

L’imposta sul valore delle cripto-attività è distinta dalla tassazione delle plusvalenze e segue normalmente il riferimento del 2 per mille nei casi previsti, secondo valore imponibile, periodo di detenzione e modalità di applicazione. Su un valore ipotetico di 20.000 euro per un intero anno, il 2 per mille corrisponde matematicamente a 40 euro, quando ricorrono tutti i requisiti. Evita versamenti duplicati se l’imposta è stata già applicata secondo le disposizioni da un intermediario.

Dichiarazione presentata nel 2026: perché non devi usare automaticamente il 33%

Se nel 2026 presenti la dichiarazione relativa ai guadagni realizzati nel 2025, la regola ordinaria per l’annualità 2025 non diventa retroattivamente il 33%. Conta la data fiscale dell’operazione e il modello relativo al periodo d’imposta. Lo stesso vale per la verifica delle minusvalenze: esistono requisiti e limiti propri, quindi non vanno compensate indiscriminatamente con tutti i guadagni di azioni o ETF.

Checklist pratica prima di dichiarare le crypto

  • Individua l’anno di realizzo di ogni plusvalenza o provento.
  • Raccogli prove del costo di acquisto e di eventuali trasferimenti fra account e wallet propri.
  • Classifica correttamente vendite, permute, utilizzi e altri proventi.
  • Applica l’aliquota del 2025 o del 2026 secondo la disciplina del periodo.
  • Verifica obblighi di monitoraggio, imposta sul valore e possibile intervento di intermediari residenti.
  • Confronta il calcolo con le istruzioni ufficiali del modello fiscale e, se necessario, con un commercialista.

Domande frequenti

Nel 2026 le plusvalenze da Bitcoin si tassano al 33%?

Per la generalità dei redditi da cripto-attività disciplinati dall’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies), realizzati dal 1° gennaio 2026, il riferimento ordinario è il 33%.

La soglia dei 2.000 euro esiste ancora?

No. La soglia è stata eliminata a partire dai redditi realizzati nel 2025, secondo la normativa richiamata.

Tutte le stablecoin sono tassate al 26%?

No. Il trattamento speciale riguarda determinati token di moneta elettronica denominati in euro che soddisfano specifici requisiti di legge.

Trasferire Bitcoin in un wallet personale genera una plusvalenza?

Il mero trasferimento fra indirizzi dello stesso titolare senza cessione a terzi non costituisce di norma un evento di realizzo; è importante conservarne la documentazione.

Devo dichiarare le criptovalute anche se non le vendo?

Possono esistere obblighi di monitoraggio o di imposta sul valore anche senza vendite. La risposta dipende dal caso, dal luogo di custodia e dall’intervento degli intermediari.

Fonti e avvertenze

Fonti principali: Agenzia delle Entrate, FiscoOggi sulla legge di bilancio 2025; Normattiva, legge 199/2025; Agenzia delle Entrate, istruzioni quadro RT.

Disclaimer: l’articolo ha carattere informativo ed educativo e non costituisce consulenza fiscale o legale. Per adempimenti, plusvalenze complesse o casi specifici rivolgiti a un commercialista competente in cripto-attività.