Trump ordina il passaggio di TikTok sotto controllo statunitense: rischio o opportunità globale?

Il 25 settembre 2025, il Presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sancisce il trasferimento delle operazioni statunitensi di TikTok sotto proprietà americana, evitando un divieto totale. Il consorzio incaricato del controllo includerà figure di peso nel mondo tecnologico e mediatico: tra i nomi menzionati ci sono Larry Ellison (Oracle), Michael Dell, e il gruppo di Rupert Murdoch. L’obiettivo? Allineare TikTok alle leggi sulla sicurezza nazionale statunitensi e limitare l’influenza cinese sulle infrastrutture digitali americane.

Dal rischio ban alla cessione “americana”

L’azione rientra nel contesto della legge approvata nel 2024 (PAFACA), che imponeva la cessione delle attività TikTok negli USA entro gennaio 2025 pena un divieto d’uso. Trump aveva finora concesso proroghe, ma il quadro si è ora concretizzato in un accordo legato a una valutazione dell’operazione nelle ultime ore: TikTok USA sarà valutato circa 14 miliardi di dollari, con una quota di proprietà maggiore affidata al consorzio statunitense e ByteDance che manterrà una partecipazione minoritaria (meno del 20 %).

Nel nuovo assetto, Oracle avrà un ruolo chiave nella gestione dell’algoritmo e della sicurezza dei dati. ByteDance concederà una copia dell’algoritmo per il mercato USA, che dovrà essere rieducato su server statunitensi, con un leasing all’entità americana.

L’accordo crea però già critiche: molti osservatori affermano che ByteDance, nonostante la cessione formale, potrà continuare a trarre profitti significativi tramite licenze e royalty sull’algoritmo originale.

Uno sguardo storico: dalle minacce di ban alle manovre legali

TikTok è da tempo nel mirino della politica statunitense. Fin dal 2020, durante il primo mandato Trump, si era parlato di interdizione. Diversi ordini esecutivi furono emessi, annullati o bloccati in tribunale. Nel 2024 il Congresso approvò PAFACA, che obbligava la cessione obbligata se non fosse stato cambiato il controllo entro la scadenza. Nonostante ciò, l’app è rimasta attiva grazie a proroghe successive e accordi transitori.

Quando TikTok sospese le sue operazioni negli USA nel gennaio 2025, l’effetto fu virale tra i content creator: molti migrarono verso altre piattaforme, generando la cosiddetta “emigrazione TikTok”. La casa madre cinese ha più volte minacciato lo spegnimento piuttosto che cedere l’algoritmo.

Ora, con questo passaggio forzato, si chiude una fase legale lunga anni, ma si apre una nuova fase di incertezza.

Impatti sull’economia americana e sui mercati

La scelta di trasferire il controllo di TikTok USA non è solo una mossa politica o tecnologica: ha anche rilevanti implicazioni macroeconomiche e per gli investitori.

Effetto sul tessuto produttivo

Molte piccole imprese, content creator, e agenzie digitali dipendono da TikTok per visibilità, monetizzazione e marketing. Tagli all’app o cambi radicali potrebbero indebolire migliaia di realtà imprenditoriali che operano attorno all’ecosistema TikTok.

Veti su investimenti esteri e fiducia globale

Un’operazione così politicizzata rischia di alimentare sfiducia negli investitori stranieri, che potrebbero vedere negli Stati Uniti un mercato soggetto a ristrutturazioni improvvise per ragioni politiche. La Cina stessa eserciterà pressione per proteggere i propri interessi, generando rischi diplomatici.

Il precedente per le tecnologie globali

Se il governo può intervenire su un social media con 170 milioni di utenti statunitensi, cosa impedirà interventi analoghi su altri settori, come il settore fintech, i cloud provider, le infrastrutture digitali? Per gli investitori, il confine tra “business” e “strumento strategico nazionale” diventa sempre più sottile.

Rischio politico e contenuto dell’algoritmo

Con l’impegno formale a “US-only override” sui contenuti e la promessa che Oracle vigilerà sull’algoritmo, si apre il tema della libertà digitale. Trump stesso ha fatto battute sull’idea di personalizzare il feed “100 % MAGA”, sollevando timori di manipolazione politica.

Come investire in TikTok? È quotato in borsa?

Molti investitori si chiedono “TikTok è quotato in borsa?” oppure cercano di capire come investire in TikTok dopo la crescente rilevanza della piattaforma. Al momento, la risposta è chiara: no, TikTok non è quotato. La società madre, ByteDance, rimane privata e non ha annunciato piani concreti per un’IPO, rendendo impossibile un investimento diretto sul titolo. Tuttavia, esistono forme di esposizione indiretta: alcuni fondi e grandi player internazionali, come KKR & Co. e SoftBank, hanno investito in ByteDance, offrendo agli investitori istituzionali un accesso “di seconda mano” alla crescita della piattaforma.

Per gli investitori retail, questo significa che l’opportunità non è ancora direttamente accessibile. È anche un importante promemoria: quando si guarda al mondo delle azioni tecnologiche, non basta l’entusiasmo generato da utenti e fatturati potenziali. Ogni valutazione dovrebbe considerare attentamente i rischi regolamentari, le tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati. Tutte le big tech, pur essendo motori di crescita straordinaria, possono subire forti correzioni improvvise in seguito a nuove leggi o decisioni politiche, proprio come dimostra il caso TikTok, quindi, prima di inserire titoli simili in portafoglio, bisogna sempre valutare l’assetto complessivo dei propri investimenti ed il contesto geopolitico.

Ricordatevi sempre: investire senza conoscere bene tutte le variabili non è facile, ma investire consapevolmente, dopo aver compreso bene su cosa si investe, come, quando, i rischi e le opportunità, diventa più facile e redditizio!