Familiare fragile ed eredità: pianificare con il Dopo di noi

Per proteggere un familiare con disabilità grave, l’eredità da sola può non bastare: la legge sul Dopo di noi affianca strumenti patrimoniali e servizi territoriali, mentre l’indennità di accompagnamento è pari a 551,53 euro al mese nel 2026.

Lasciare beni a un familiare fragile non risolve automaticamente la domanda più delicata: chi li amministrerà, per quali spese e con quali controlli quando i genitori non potranno più farlo. La legge n. 112 del 2016 offre un perimetro specifico, ma richiede requisiti precisi e una progettazione fatta quando la famiglia è ancora nelle condizioni di scegliere.

Il punto pratico è questo: un patrimonio può garantire risorse, ma non organizza da solo assistenza, abitazione, relazioni e gestione quotidiana.

Chi può usare le misure del Dopo di noi?

Le misure della legge Dopo di noi riguardano le persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992. La condizione non deve derivare dal naturale invecchiamento o da patologie legate alla senilità. Non ogni condizione di fragilità familiare, quindi, dà accesso automaticamente al quadro agevolativo previsto dalla legge.

La norma guarda espressamente anche al periodo che precede la scomparsa dei genitori o dei familiari. Prevede infatti una presa in carico progressiva della persona durante la loro vita. È un passaggio sostanziale: consente di capire prima se il progetto di vita e la rete di supporto funzionano davvero, invece di lasciare tutto alla successione.

Secondo il Ministero del Lavoro, il Fondo Dopo di noi ha assegnato alle Regioni 72.295.000 euro per il 2024, con decreto interministeriale del 13 gennaio 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo 2026. Le risorse non sono però una prestazione automatica e uguale in tutta Italia: le Regioni programmano gli interventi e i Comuni, attraverso gli Ambiti territoriali, ne curano l’attuazione concreta.

Quali strumenti patrimoniali possono proteggere un familiare fragile?

La legge n. 112 richiama espressamente erogazioni private, polizze assicurative, trust, vincoli di destinazione previsti dall’articolo 2645 ter del Codice civile e fondi speciali regolati da un contratto di affidamento fiduciario. Sono strumenti diversi tra loro, sia per struttura sia per costi e controlli, perciò non esiste quello giusto per ogni famiglia.

Il trust, in termini semplici, separa alcuni beni dal patrimonio personale di chi li dispone e ne affida la gestione secondo regole stabilite nell’atto. Il vincolo di destinazione lega invece determinati beni a uno scopo. Il fondo speciale con affidamento fiduciario è un patrimonio vincolato le cui regole di gestione sono fissate in un contratto. In tutti i casi, la qualità dell’atto conta almeno quanto il valore dei beni inseriti.

Per ottenere l’esenzione fiscale prevista dal Dopo di noi su trust, vincoli di destinazione e fondi speciali, la finalità deve essere esclusivamente l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza della persona con disabilità grave. Questa finalità deve comparire espressamente nell’atto istitutivo, nel regolamento o nell’atto che costituisce il vincolo, come chiarisce l’Agenzia delle Entrate.

Non basta dunque assegnare un’etichetta a un patrimonio per ottenere l’agevolazione. Se manca il riconoscimento della disabilità grave rilevante, oppure se l’atto non prevede e non realizza quella finalità esclusiva, il trattamento fiscale favorevole può non spettare.

L’eredità risolve anche la gestione dei beni e delle decisioni?

No. L’eredità trasferisce beni e diritti, ma non stabilisce necessariamente chi potrà compiere gli atti necessari per il beneficiario qualora questi non riesca, anche solo in parte o temporaneamente, a provvedere ai propri interessi. Per questa esigenza può entrare in campo l’amministrazione di sostegno, una misura disposta dal giudice tutelare.

Il decreto di nomina individua l’oggetto dell’incarico, i poteri dell’amministratore, i limiti di spesa e la periodicità del rendiconto. Non equivale a una delega totale e indistinta: il suo contenuto viene calibrato sulle necessità della persona. La richiesta può essere presentata, tra gli altri, dal beneficiario, dal coniuge, dal convivente, da parenti entro il quarto grado e dal pubblico ministero.

Per una famiglia, il collegamento tra strumento patrimoniale e amministrazione di sostegno merita particolare attenzione. Chi dispone i beni dovrebbe interrogarsi su chi controllerà le spese, come saranno autorizzate quelle straordinarie e quale rendicontazione sarà richiesta. Sono dettagli che diventano decisivi quando manca chi conosceva abitudini e bisogni quotidiani della persona.

Quanto incidono prestazioni e agevolazioni fiscali nel piano?

Le prestazioni pubbliche e i benefici fiscali possono alleggerire il fabbisogno, ma non vanno confusi con un piano patrimoniale completo. L’indennità di accompagnamento per il 2026 è di 551,53 euro mensili per 12 mensilità, contro 542,02 euro dal 1° gennaio 2025. L’INPS precisa che, in presenza dei requisiti sanitari, spetta indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.

Per le assicurazioni sulla vita che coprono il rischio morte a tutela di una persona con disabilità grave, la detrazione Irpef è del 19% su premi fino a 750 euro. Il limite ordinario per le polizze contro morte o invalidità permanente è 530 euro. Dal 2020 serve un pagamento tracciabile; inoltre la detrazione è piena fino a un reddito complessivo di 120.000 euro e si riduce fino ad azzerarsi a 240.000 euro.

Voce Importo o soglia Periodo
Indennità di accompagnamento 551,53 euro mensili 2026, per 12 mensilità
Indennità di accompagnamento 542,02 euro mensili Dal 1° gennaio 2025
Premi assicurativi detraibili per persona con disabilità grave Fino a 750 euro Regole fiscali vigenti indicate dall’Agenzia
Detrazione Irpef 19% Su premi entro il limite previsto
Fondo Dopo di noi assegnato alle Regioni 72.295.000 euro Riparto 2024, decreto del 13 gennaio 2026

Quali verifiche fare prima di scegliere?

Prima di scegliere un trust, una polizza o un altro vincolo, io partirei da una mappa concreta dei bisogni: spese ricorrenti, assistenza sanitaria e domiciliare, abitazione, persone di riferimento, risorse pubbliche già riconosciute e beni realmente disponibili. Solo dopo ha senso valutare lo strumento giuridico e fiscale, con professionisti competenti in successioni, disabilità e protezione patrimoniale.

  • Verificare il riconoscimento sanitario e la documentazione relativa alla disabilità grave.
  • Contattare Comune, Ambito territoriale e Regione per conoscere i servizi Dopo di noi effettivamente attivi sul territorio.
  • Definire per iscritto la destinazione delle risorse, i soggetti che amministrano o controllano e le modalità di rendiconto.
  • Valutare separatamente liquidità, immobili, assicurazioni e investimenti, senza concentrare il progetto su un solo bene difficile da usare o vendere.
  • Controllare che finalità, clausole e operatività dell’atto rispettino le condizioni richieste per le agevolazioni fiscali.

Un patrimonio immobiliare consistente, per esempio, può avere valore sulla carta ma produrre poca liquidità per le spese mensili (ed avere anche dei costi di manutenzione importanti…); una polizza può creare liquidità, ma non sostituisce chi dovrà gestirla e decidere nel tempo. La pianificazione deve tenere insieme entrambi gli aspetti.

A mio avviso, l’errore più rischioso è rinviare tutto al testamento pensando che basti indicare un erede. La lettura cambierebbe soltanto se, nella situazione concreta, non vi fosse un riconoscimento di disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992 oppure se le misure territoriali disponibili offrissero già una copertura adeguata e stabile dei bisogni: anche in quel caso, però, questa conclusione va verificata sul posto e aggiornata nel tempo.

Fonti

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non rappresentano una raccomandazione o una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di investire è opportuno valutare obiettivi, orizzonte temporale e propensione al rischio.

Antonio – Facile Investimenti

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